La stenosi uretrale è una condizione caratterizzata da un restringimento dell’uretra (il canale che trasporta le urine dalla vescica all’esterno dell’organismo) dovuto alla formazione di tessuto cicatriziale. A causa delle differenze anatomiche tra uomo e donna, la stenosi uretrale si verifica prevalentemente nel sesso maschile, mentre in quello femminile è assai più rara. Proprio questo motivo, la stenosi uretrale femminile è spesso sottovalutata e non diagnosticata. Le linee guida dell’Associazione Europea di Urologia riportano, infatti, un ritardo nella diagnosi che va da 1 a 30 anni, con un impatto negativo sulla vita intima e sociale delle pazienti che ne sono affette.
Stenosi uretrale femminile: quali sono le cause?
La stenosi uretrale femminile si verifica in circa il 4–20% delle donne che presentano sintomi persistenti del basso tratto urinario, dovuti a un’ostruzione allo svuotamento della vescica. Tuttavia, l’origine della stenosi uretrale femminile non è ancora del tutto chiarita e diversi fattori possono contribuire alla sua comparsa. Un danno all’uretra, ad esempio in seguito a infezioni urinarie, traumi, manovre strumentali (inserimento di un catetere), oppure a interventi chirurgici può determinare processi di fibrosi e cicatrizzazione che, nel tempo, portano allo sviluppo di una stenosi.
Dai dati a disposizione emerge che, la stenosi:
- in circa il 50% dei casi è di origine idiopatica, cioè senza una causa chiaramente identificabile;
- fino al 39% dei casi è iatrogena, ovvero legata a procedure mediche o chirurgiche
- in circa il 6% dei casi ha un’origine infiammatoria;
- nel 7% dei casi è conseguente a traumi uretrali.
Altre cause meno frequenti includono la radioterapia, le complicanze durante il parto, i tumori, le infezioni urinarie ricorrenti, l’atrofia uretrale o vaginale e il lichen sclerosus.
I sintomi
I sintomi della stenosi uretrale femminile sono spesso poco specifici e, proprio per questo, non sempre immediatamente riconducibili a una stenosi. La condizione può manifestarsi con una combinazione di disturbi legati sia alla fase di riempimento della vescica sia alla fase di svuotamento.
I sintomi più comuni includono:
- l’aumento della frequenza urinaria;
- necessità di urinare durante la notte (nicturia);
- l’urgenza minzionale;
- la sensazione di incompleto svuotamento della vescica;
- difficoltà o sforzo nella minzione;
- incapacità di trattenere le urine (incontinenza urinaria);
- difficoltà o sforzo durante la minzione;
- infezioni urinarie ricorrenti con bruciore durante la minzione e sangue nelle urine;
- complicanze a carico dei reni nei casi più avanzati e non trattati.
Diagnosi e trattamento
Per formulare la diagnosi di stenosi uretrale femminile, lo specialista urologo raccoglie innanzitutto informazioni sui sintomi e sulla storia clinica della paziente ed esegue una valutazione urologica. Per comprendere meglio la sede, l’estensione del restringimento e le possibili cause della stenosi, possono essere richiesti alcuni esami di approfondimento. Tra questi rientrano gli esami delle urine – utili per escludere infezioni, presenza di sangue o altre condizioni – e l’uroflussometria, che consente di valutare la velocità e la forza del flusso urinario. L’ecografia uretrale permette di stimare la lunghezza della stenosi, mentre l’ecografia pelvica può essere utilizzata per verificare un eventuale incompleto svuotamento della vescica dopo la minzione. In alcuni casi, si esegue anche una risonanza magnetica per valutare il coinvolgimento delle strutture circostanti.
Altri esami più specifici includono l’uretrografia retrograda, che utilizza immagini radiologiche per individuare la posizione e l’estensione del restringimento, e la cistoscopia, un esame endoscopico che consente di osservare direttamente l’interno dell’uretra e della vescica.
Per il trattamento della stenosi uretrale femminile sono disponibili opzioni terapeutiche simili a quelle utilizzate nei pazienti di sesso maschile. Nella maggior parte dei casi, il primo approccio consiste nella dilatazione uretrale, una procedura relativamente semplice e poco invasiva.
Sebbene questa tecnica presenti un basso rischio di complicanze, spesso non garantisce una risoluzione duratura del problema e può essere associata a ricomparsa di restringimenti nel tempo. Per questo motivo, lo specialista può proporre un trattamento più definitivo, ovvero l’uretroplastica (la rimozione chirurgica del tratto di uretra in cui è presente il restringimento, a volta seguita da una ricostruzione con innesti di pelle provenienti da altri distretti corporei).
Infine, un’altra pozione di trattamento è l’uretrotomia endoscopica, una procedura mininvasiva che – attraverso l’inserimento di uno strumento sottile dotato di una telecamera nell’uretra (cistoscopio) – permette di trattare il restringimento.
L’attesa non cura, la comunicazione con lo specialista sì
La stenosi uretrale femminile è una condizione rara e spesso sottodiagnosticata, ma oggi può essere gestita attraverso un percorso diagnostico e terapeutico adeguato. Riconoscere precocemente i sintomi e rivolgersi allo specialista urologo consente di ridurre l’impatto della malattia sulla qualità di vita e di individuare il trattamento più adatto per ciascuna paziente.
Per ulteriori informazioni o per richiedere una visita è possibile contattare i nostri centri a Roma e a Catania.
References:
- https://uroweb.org/guidelines/urethral-strictures/chapter/disease-management-in-females
- https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/urethral-stricture/diagnosis-treatment/drc-20556091
- Turchi, B., Lumen, N., Verla, W. et al. Female urethral stricture disease: a narrative review on diagnosis, surgical techniques and outcomes. Int J Impot Res (2025). https://doi.org/10.1038/s41443-025-01079-6
