Varicocele

Con il termine di varicocele si intende la dilatazione delle vene che drenano il sangue del testicolo e che formano una ricca rete (il plesso pampiniforme) 

Il varicocele è quasi sempre asintomatico, colpisce principalmente il testicolo sinistro e in misura nettamente inferiore può presentarsi anche a destra o bilateralmente.

Clinicamente il paziente può essere asintomatico o riferire un senso di peso a livello del testicolo; se ben sviluppato, alla autopalpazione il paziente può avere la sensazione, di palpare come “un groviglio di lombrichi” o vasi serpiginosi, cordoniformi al di sopra del testicolo. Bisogna quindi eseguire una ecografia dei testicoli, di cui si misurano le dimensioni.

Nella stessa seduta si esegue anche un’eco-colordoppler, che riporta la velocità dei flussi venosi sia a riposo che durante a manovra del Valsalva. Alla fine viene determinato un grado ecografico.

Il varicocele è riconosciuto come la più frequente causa di ipofertilità maschile, dato che la stasi ematica, è responsabile, col tempo, di un progressivo danno del parenchima testicolare, oltre ad un innalzamento della temperatura dei testicoli stessi

Il danno viene misurato mediante lo spermiogramma. E’ possibile che un varicocele non si accompagni ad alterazioni della fertilità, in tal caso non va trattato, ma solo controllato nel tempo.

Ogni trattamento del varicocele si propone di preservare la fertilità del paziente. Il trattamento del varicocele è rappresentato dal blocco del reflusso venoso, che si ottiene legando oppure occludendo le radici della vena spermatica interna o la vena stessa mediante una scleroterapia (embolizzazione, senza intervento chirurgico), oppure mediante una legatura (con intervento chirurgico).