Perché la donna prende in mano le redini della salute dell’uomo e non solo

donna e salute dell'uomo
  • 16 Settembre 2022

Quel certo dolore che avevi e che pensavi fosse trascurabile e che sarebbe passato è, invece, tornato? Prenderai semplicemente un Ibuprofene e una bibita energizzante, oppure fisserai un appuntamento col tuo medico curante?

A quanto pare le risposte a queste domande sono legate al sesso della persona a cui vengono poste. Vari studi dimostrano che le donne sono molto più propense, rispetto agli uomini, a ricorrere all’assistenza sanitaria.

In particolare, le differenze tra uomini e donne nel consultare il medico curante sono più marcate tra i 16 e i 60 anni di età, a conferma del fatto che in media gli uomini danno meno attenzione alla prevenzione e sono meno propensi a ricorrere al consulto medico, soprattutto nella fascia di età giovane, adulto e uomo di mezza età.

Questa generale riduzione del ricorso all’assistenza sanitaria di routine da parte dell’uomo è uno dei fattori principali che contribuiscono a diagnosi tardive e quindi anche più gravi, e alla generale durata media di vita che è più bassa per gli uomini rispetto alle donne.

Ma allora perché gli uomini sono più restii ad andare dal medico? Quali sono le motivazioni e cosa si può fare a riguardo?

La riluttanza dell’uomo verso il consulto medico

Quando si interroga un uomo sulle motivazioni alla base del mancato ricorso alla prevenzione e alle visite mediche, spesso, si ottengono risposte vaghe, magari riguardanti una generale mancanza di tempo o una eccessiva quantità di impegni.

Nascosti sotto queste generiche risposte, in realtà, vari studi hanno evidenziato alcuni atteggiamenti comuni alle persone di sesso maschile che potrebbero spiegare questa loro minore propensione per il consulto medico.

Atteggiamento Macho

Secondo vari studi, sembra che gli uomini che mostrano atteggiamenti da macho e riportano su sé stessi le tradizionali convenzioni sulla mascolinità, in media, ricorrano in misura minore e in maniera poco costante all’assistenza sanitaria.

Sembra vi sia una correlazione, quindi, tra il mantenimento della convinzione che l’uomo debba essere e apparire forte ed autosufficiente (quindi anche restio a mostrare dolore, fastidi ed emozioni) e la minore tendenza e apertura nei confronti degli esami medici di routine.

Paura della diagnosi

Molti uomini riferiscono un certo timore per la diagnosi. L’essere nervosi e avere paura di cosa si potrebbe scoprire con l’iter diagnostico, in molti casi, diventa un ostacolo alla programmazione di un esame medico.

Ciò porta, non di rado, le persone di sesso maschile ad aspettare che i sintomi diventino acuti e particolarmente dolorosi, ciò però è dannoso e pericoloso ai fini della prognosi.

Disagio per gli esami

Alcuni esami, come l’esplorazione rettale digitale della prostata, possono risultare invasivi e colpire la sensibilità maschile, soprattutto in caso di “atteggiamento macho”.

Esami come questo possono far sentire vulnerabile l’uomo, che quindi, tenderà ad evitarli, procrastinando e, verosimilmente, arrivando ad una diagnosi tardiva.

Il ruolo della donna nella routine diagnostica dell’uomo

Nella vita sociale di una donna la figura dell’uomo può assumere varie identità: padre, figlio, fratello, compagno e/o marito. Quello che accomuna queste figure di sesso maschile è, in media, la loro generale riluttanza nel pianificare visite mediche di routine, talvolta anche quando si presentano problemi di salute o si ha la necessità di esami di screening importanti.

Per tali ragioni, la donna si ritrova, spesso, protagonista nel compensare questo comportamento maschile, prendendo le redini della situazione e cercando, in prima persona, il contatto con lo specialista.

Questo filtro, messo in atto dalla donna, ha l’obiettivo di agevolare l’uomo nel contatto con il medico così da arrivare ad una diagnosi del problema.

Come agisce la donna per convincere l’uomo a consultare il medico?

La donna si trova spesso a mettere in atto strategie, consapevoli e non, per spingere l’uomo a fare qualcosa; anche in questo caso, per aiutare l’uomo a prendere consapevolezza di un problema di salute che va affrontato, la donna interviene per varie vie.

Logica e fatti

L’uomo tende a pensare che sentirsi bene ed essere effettivamente in salute siano la stessa cosa, ma non è così. Gli uomini con pressione o glicemia alte potrebbero sentirsi bene, ma non sono in una condizione priva di rischi.

La donna, spesso, interviene smontando queste false credenze che l’uomo può avere, attuando processi di logica con l’uso di esempi relativi a passioni/hobbies dell’uomo.

Per esempio, fare presente che la motocicletta, o la chitarra, o la macchina tanto amate dall’ uomo hanno bisogno di manutenzione e prevenzione, può essere utile a far comprendere che anche il corpo umano ha bisogno dello stesso tipo di attenzioni.

Confronto e differenza con dogmi del passato

Dal punto di vista socioculturale si è sempre assistito ad un diverso approccio, per i due sessi, alla prevenzione ed alle visite di routine. Anche l’attenzione alla prevenzione e le campagne messe in atto a tal riguardo sono molto più concentrate sul sesso femminile, fatta eccezione per alcune problematiche specifiche legate, più che altro, all’uomo in età avanzata.

Questo atteggiamento sociale e culturale ha portato a differenze sostanziali per cui, per le donne è normale sin dalla pubertà, consultare periodicamente specialisti come il ginecologo, mentre per gli uomini non è consuetudine vedere un medico specialista (in media questo non accade fino all’età di 30 anni).

La donna, nel suo percorso di convincimento dell’uomo, si ritrova a lottare da una parte con queste convenzioni socioculturali, e dall’altra con gli “atteggiamenti macho” da sesso maschile; per superare queste barriere, dunque, mette in atto conversazioni focalizzate sul fatto che i tempi sono cambiati e che le conoscenze medico-scientifiche hanno rivelato la necessità di prevenzione e diagnosi precoce anche per molte patologie maschili.

Inoltre, la percezione sociale nei confronti dell’uomo che si prende cura di sé, sotto tutti i punti di vista, è cambiata e non esiste più la demonizzazione in tal senso, tipica dei tempi passati.

Approccio emotivo

Se la logica e i confronti col passato non raggiugono l’esito sperato, la donna, non di rado, farà leva su aspetti più emotivi, ricordando all’uomo quanto la sua presenza sia importante per la famiglia e per i figli, e quanto, quindi, conti la sua salute. Tale approccio risulta essere fondamentale, gli studi dell’American Academy of Family Physicians (AAFP), infatti, hanno rilevato che circa l’80% degli uomini consulta il medico perché è stato spinto emotivamente dalla propria moglie o fidanzata.

Condividere esempi

Gli uomini possono essere competitivi e testardi, ciò può essere una leva per convincerli a effettuare una visita medica. Molto spesso, infatti, la donna riesce a convincere l’uomo a fissare un appuntamento portando esempi di amici o parenti che, per determinate problematiche, hanno fatto esami, anche solo di routine e/o a scopo preventivo.

Il ruolo della donna nella vita dell’uomo è sempre stato sfaccettato, ma l’essere femminile ha costantemente influenzato le decisione dell’essere maschile sin dai tempi di Adamo ed Eva, assumendo il ruolo a volte di tentatrice altre di guida. Non sempre l’uomo riesce a cogliere ed apprezzare tutte le influenze che una donna ha nella sua vita, talvolta per pigrizia, talvolta per ridotta emotività.

Nonostante l’imperfezione che può unire, tramite diverse declinazioni, un uomo e una donna, quest’ultima rappresenterà sempre una parte di indissolubile importanza nella vita di un uomo, non solo dal punto di vista emotivo, ma, come ampiamente descritto, anche da un punto di vista funzionale. Uomini all’ascolto, prestate attenzione, dunque, alle attenzioni premurose della donna, soprattutto se cerca di spronarvi ad avere una maggiore cura della vostra salute.

Fonti