Le infezioni urinarie ricorrenti: dalle cause alle misure preventive

  • 10 Dicembre 2025

Le infezioni urinarie (IU) si sviluppano quando alcuni batteri colonizzano distretti del tratto urinario che normalmente sono sterili. Possono interessare diversi organi e strutture, tra cui i reni (organi che filtrano tossine e sostanze di scarto dal sangue convertendoli in urina), la vescica (organo in cui vengono convogliate le urine, prima di essere eliminate all’esterno) e l’uretra (canale che consente la fuoriuscita delle urine dalla vescica all’esterno dell’organismo).

Si parla di IU ricorrenti quando un paziente presenta due o più episodi nell’arco di sei mesi o almeno tre in un anno. Queste infezioni possono causare sintomi fastidiosi e, se non trattate adeguatamente, possono portare anche a complicanze importanti. Per questo motivo è fondamentale che il paziente impari a riconoscerne i segnali, in modo da riportarli allo specialista urologo.

Cause e sintomi

Le IU ricorrenti sono spesso causate dal passaggio di batteri, soprattutto Escherichia coli (E. coli), dal tratto gastrointestinale al sistema urinario. Questo avviene più frequentemente nella zona compresa tra il retto e l’uretra. Nelle donne, a causa della vicinanza anatomica tra uretra, vagina e ano, il trasferimento dei batteri può verificarsi più facilmente, ad esempio a seguito di una scorretta igiene intima o dopo i rapporti sessuali. Per questo motivo, le IU risultano più frequenti nelle donne rispetto agli uomini, in particolare nella fascia di età compresa tra i 20 e i 50 anni.

Inoltre, l’insorgenza di IUC può essere aumentata anche a causa di:

  • cisti nell’uretra o vescica;
  • incompleto svuotamento della vescica (ritenzione urinaria);
  • malformazioni congenite (già presenti alla nascita) del tratto urinario;
  • calcoli renali;
  • malattie autoimmuni, come lupus o artrite reumatoide, che prevedono l’uso di immunosoppressori.

I sintomi più comuni dell’IU ricorrenti includono:

  • dolore o sensazione di bruciore durante la minzione (disuria);
  • dolore sopra il bacino;
  • urina torbida e/o maleodorante;
  • perdite di urina (incontinenza urinaria);
  • bisogno urgente e incontrollabile di urinare (incontinenza da urgenza), ma con fuoriuscita di poca urina;
  • sangue nelle urine (ematuria).

Diagnosi e trattamento: come riconoscere e risolvere il problema

Per effettuare una corretta diagnosi di IU è necessario eseguire degli esami sui campioni di urina dei pazienti. I test più frequenti sono l’analisi delle urine, per identificare eventuali segni di infezione, e l’urinocoltura, per verificare l’effettiva presenza di batteri nell’urina.
Una volta accertata la presenza di IU, al paziente viene solitamente prescritta una terapia antibiotica, selezionata in base alla storia di aderenza (misura con la quale un paziente si attiene a uno schema terapeutico) e le allergie del paziente. La maggior parte delle persone inizia a sentirsi meglio pochi giorni dopo aver iniziato la cura. Tuttavia, affinché la cura sia efficace, è fondamentale che il paziente completi l’intero ciclo di trattamento; in caso contrario, aumenta il rischio di ricomparsa dell’IU.

Nonostante il trattamento antibiotico sia quello di prima scelta, il prolungato uso di antibiotici può portare alla cosiddetta antibiotico-resistenza, ovvero la capacità dei batteri a resistere alla terapia antibiotica rendendola così inefficace e aumentando le possibilità di sviluppare altre infezioni. Per questo motivo, possono essere adottati dei trattamenti alternativi per le IU: ad esempio, integratori a base di estratto di mirtillo rosso. Questi, infatti, contengono composti chimici che possono aiutare a prevenire la colonizzazione di E. coli nella vescica e, dunque, lo sviluppo di infezioni. Inoltre, può essere usata anche la metenamina ippurato, sostanza non antibiotica che rende l’urina più acida, aiutando così a eliminare i batteri.

Per il trattamento di IU ricorrenti dovute a malformazioni anatomiche è infine consigliato di sottoporsi a un intervento chirurgico per correggere tali anomalie.

Prevenzione: una questione di buone pratiche

Esistono diverse accortezze che il paziente può mettere in atto per prevenire l’insorgenza di IU ricorrenti. Ad esempio, è essenziale bere molta acqua per aiutare a eliminare i batteri dal tratto urinario e urinare regolarmente per mantenere la vescica pulita e relativamente vuota. Inoltre, usare preservativi o altri tipi di contraccettivi. invece di diaframmi e spermicidi, e urinare sempre dopo un rapporto sessuale sono comportamenti utili per contrastare la comparsa o la ricomparsa delle IU.

Consapevolezza e tempestività come parte della cura

Le infezioni del tratto urinario possono impattare significativamente sulla qualità di vita dei pazienti che ne sono affetti, soprattutto quando diventano ricorrenti. Per questo motivo, in presenza di sintomi riconducibili a un’infezione delle vie urinarie, è fondamentale rivolgersi subito a uno specialista urologo, l’unica figura capace di gestire l’infezione in corso e di raccomandare al paziente le giuste misure preventive per evitare che queste infezioni diventano ricorrenti.

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