La prostata è una ghiandola del sistema urogenitale maschile che ha la funzione di produrre parte del liquido seminale. Con l’avanzare dell’età la prostata può ingrossarsi progressivamente, una condizione chiamata ipertrofia prostatica benigna (IPB). L’IPB può comportare disturbi urinari estremamente fastidiosi per il paziente. Per questo motivo, è importante riconoscere i sintomi associati a questa condizione e riportarli tempestivamente allo specialista urologo-andrologo.
IPB: Chi colpisce e quali sono i sintomi
IPB è una condizione urologica molto comune negli uomini in età avanzata. Infatti, circa il 45% degli uomini di età > 45 anni sviluppa l’IPB, e questa percentuale aumenta fino a circa l’80% nei soggetti di età > 70 anni. A livello globale, nel 2019 si stimavano 94 milioni di casi di IPB.
Sebbene l’IPB non sia una condizione maligna, i pazienti che ne sono affetti possono riscontrare una importante riduzione della qualità di vita. L’aumento del volume della prostata, infatti, può comprimere le strutture vicine, tra cui l’uretra (canale che trasporta le urine dalla vescica all’esterno dell’organismo), ostacolandone la normale funzionalità. Nel tempo, questa condizione porta alla comparsa dei cosiddetti sintomi del tratto urinario inferiore, che comprendono:
- la necessità di alzarsi durante la notte per urinare (nicturia);
- un getto urinario debole o intermittente;
- una sensazione di svuotamento incompleto della vescica;
- un aumento della frequenza delle minzioni durante il giorno.
Questi disturbi possono influenzare negativamente la vita del paziente, interferendo con il sonno, le attività quotidiane e anche con il suo benessere psicologico.
Se non adeguatamente gestita, l’ipertrofia prostatica benigna può inoltre favorire la comparsa di infezioni delle vie urinarie, formazione di calcoli vescicali e, nei casi più gravi, problemi alla funzione renale.
Gli step diagnostici
I sintomi urinari legati all’IPB possono anche essere causati da altre condizioni. Per questo motivo, prima di formulare una diagnosi, l’urologo-andrologo effettua un’accurata valutazione che inizia con una visita urologica. Durante l’incontro, il medico raccoglie informazioni sui sintomi, sulla loro durata e il loro impatto sulla qualità di vita. Inoltre, verifica lo stato della vescica e degli organi genitali esterni (scroto, testicoli e pene), per escludere segni di disturbi associati. Viene poi eseguito un esame digito-rettale, un controllo rapido che permette di valutare dimensioni e morfologia della prostata.
In base al quadro clinico, il medico può anche richiedere degli esami del sangue, tra cui il dosaggio del PSA (antigene prostatico specifico) – una proteina che può aumentare in presenza di un’ipertrofia prostatica benigna, un’infiammazione prostatica o di un tumore alla prostata, le analisi delle urine, un test per valutare il flusso urinario (uroflussometria) ed esami ecografici della prostata e della vescica.
IPB: qual è la migliore strategia di gestione?
Quando la prostata è ingrossata ma i disturbi urinari sono lievi o moderati, può non essere necessario iniziare subito una terapia. In questi casi, lo specialista può optare per una “vigile attesa” e monitoraggi regolari delle condizioni del paziente. Inoltre, può consigliare al paziente quali cambiamenti dello stile di vita intraprendere per ridurre i sintomi urinari.
In caso di sintomi maggiore severità, il medico può proporre una terapia farmacologica personalizzata in base alla situazione clinica del paziente. La scelta dei farmaci, infatti, dipende dall’intensità dei sintomi, dalle dimensioni della prostata, e dalle condizioni generali di salute.
Infine, il medico può consigliare un intervento chirurgico se:
- i sintomi peggiorano nonostante la terapia farmacologica;
- si verificano complicanze (infezioni urinarie ricorrenti, presenza di sangue nelle urine o problemi renali);
Durante l’intervento, l’urologo rimuove la parte della prostata che ostacola il normale flusso urinario, con l’obiettivo di alleviare i sintomi e migliorare la minzione. Esistono diverse tecniche chirurgiche, tra cui procedure endoscopiche, laser e altri trattamenti mininvasivi.
Un problema comune che non può essere sottovalutato
L’ipertrofia prostatica benigna è una condizione molto diffusa nella popolazione maschile, che può impattare significativamente sulla salute urogenitale, fisica e psicologica dei pazienti che la presentano. Agire tempestivamente attraverso un percorso di gestione personalizzato sui bisogni del paziente, permette di preservarne la qualità di vita. Pertanto, in caso di sintomi riconducibili ad una IPB, è fondamentale, che il paziente si rivolga ad uno specialista urologo-andrologo.
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References:
- Chen, X., Yang, S., He, Z. et al. Comprehensive analysis of the global, regional, and national burden of benign prostatic hyperplasia from 1990 to 2021. Sci Rep 15, 5644 (2025). https://doi.org/10.1038/s41598-025-90229-3
- Società Italiana di Urologia – Ipertrofia prostatica benigna. Disponibile al link: https://siu.it/ipertrofia-prostatica-benigna
- Centro di Chirurgia Ricostruttiva Genito-Uretrale https://www.stenosiuretrale.it/
